Copertura multifunzionale per olive
Impianto olive
Le reti anti insetto su olive dopo 3 anni stanno dando dei
risultati sorpendenti dal punto di vista agronomiche ed economiche, tanto da
stravolgere le tecniche acquisite su questi impianti, infatti si è notato come
si vede nelle foto una forte brachizzazione, praticamente assenza di succhioni
e una produzione di oltre 120 qli ad ettaro su cultivar tradizionali come
Leccio del Corno o Frantoio impossibili da raggiungere con le tecniche
tradizionali.
Quindi analizzando l’esperienze fatte in questi tre anni
possiamo quantificare questi vantaggi agronomici ed economici ad ettaro a fronte di un investimento iniziale di circa
€ 8000 e di costi gestione annuali di € 400/ha
1) Nessun trattamento per tignola e mosca
olearia € 300
2) Risparmio di potatura del 50% € 400
3) Danni del 10% (media 10 anni in bio) € 1500
4) Danni del 10% ( almeno 2 grandinate pesanti in
10 anni) € 1500
5) Possibilità di meccanizzazione di cultivar
tradizionali € 2000
6) Aumento del 20—30% di produzione € 3000
Concludendo a fronte
a fronte di un costo annuale fra ammortamento e gestione di € 1200 avremo dei
vantaggi economici di oltre € 8000 oltre che a poter produrre facilmente in
regime bio qualità come Frantoio, Maurino, Leccio del Corno, Morcone, molto
difficile da gestire con raccolta automatica con classiche vendemmiatrici.
Luigi Calonaci
Soc Agricola Calonaci S.R.L.S
Via Borromeo 135
50026 San Casciano Val di Pesa FI
OLTRE
IL BIO
riportare
un' olivicultura con produzioni di alta qualità e buona quantità nell'ettaro
olivato
del territorio della toscana centrale.
Da tempo
ritengo che fare olivicultura nel territorio interno toscano sia difficoltoso
economicamente parlando,salvo alcune nicchie, vista la bassa produttività ad
ettaro negli oliveti tradizionali. Difficilmente si superano le medie di 35 ql
ettaro (media decennale) anche negli appezzamenti gestiti con criterio, da
queste produzioni non se ne trae una gestione economica positiva. Riflettendo
su tali dati da una decina di anni a questa parte, ho ritenuto di consigliare a
diverse Aziende Agricole di impiantare oliveti, ( con le nostre cultivar
autoctone)inizialmente con sesti 6x6 o 6x5 in forma abbastanza libera per
entrare in produzione al terzo quarto anno,poi nel quinto sesto anno portati a
vaso policonico a quattro branche CIPRESSOIDALI, cosi le definivano i potini
della Fattoria Il Corno, preparati dal grande maestro Roventini. Purtroppo
questi impianti anche se meravigliosi da un punto di vista produttivo per
pianta e ammirevoli esteticamente, non hanno dato produzioni ad ettaro
superiori ai 35 quintali sopracitati. In comparazione a questi impianti abbiamo
intrapreso la strada dell' intensivo e superintensivo, sempre con le nostre
varietà Toscane definendolo impianto agevolato. Un paio di questi impianti sono
entrati in questa annata in decima foglia: vengono potati ogni anno agevolmente
da terra, la raccolta agevolata in diversi metodi, trattati tempestivamente in
post raccolta e post potatura, la produzione raggiunge la media di 70 ql ettaro
dopo il terzo anno, un appezzamento è irriguo inerbito, l'altro in asciutto,
questo con lavorazioni del terreno ripetute. Le piante dei due appezzamenti
superintensivi non manifestano sintomi di nessun tipo, hanno l'aspetto di una
branca singola di pari età.
Oltre a questo due titolari di azienda hanno creduto in una mia idea e
da loro abbiamo realizzato l'OLIVETO OLTRE IL BIO, si tratta di copertura in
oliveti a filare con reti antiinsetto monofila, oggi 30 luglio 2019 abbiamo le
prime risposte di questo lavoro: in un oliveto di mezzo ettaro con piante di
quattro anni, gia in produzione della cultivar Leccio del Corno nostro clone,
piante prodotte in partenership con S.P.O. Olivi Pescia. Due giorni fa abbiamo
eseguito il terzo controllo alle trappole con feromoni per la mosca, il
risultato ci da una media settimanale di nove catture per trappola negli olivi
esterni alle reti, mentre le tre trappole all'interno delle reti ci danno solo due
catture in una trappola nella prima settimana di monitoraggio.
L'incoraggiamento ad intraprendere il tentativo delle reti, mi venne da
una prova fatta da un privato nella zona di Cortona che si protrae da ben 6
anni. In quel caso la copertura è su olivi tradizionali i risultati di stop
mosca sono sempre stati positivi, compresa la tremenda stagione 2014. Inoltre
un paio di anni dopo apparve un articolo su una rivista di settore, si trattava
di una prova eseguita dalla Università di Ancona, credo lo stesso studio
riportato poco tempo fa anche da Teatro Naturale. I risultati comparativi del suddetto
lavoro con copertura di reti non davano nessun elemento negativo, quindi la mia
convinzione si consolidò ancora di più e feci di tutto per riportare il tutto a
pieno campo.
"Oltre Il Bio" per il fatto che in un campo di questo tipo,
esente da insetticidi e concimazioni chimiche, soltanto due volte l'anno un basso dosaggio di rame, si può creare
veramente una produzione di alto livello qualitativo, collegata ad una
biodiversità dell'appezzamento. Di fatto in questo primo oliveto verrà fatto un
inerbimento mirato con la semina di una leguminosa duratura nel tempo, inoltre
questa pianta erbacea ha un potenziale notevole in quanto mellifera( sui fiori
di questa dalla prossima primavera circoleranno le api di una decina di arnie
localizzate nello stesso campo).
Il 27 luglio scorso sono avvenute notevoli grandinate nel territorio con
danni importanti a vigneti ed oliveti, anche l'Azienda Agricola Fedi Antonella
dove si trova l'oliveto coperto con le reti ha subito le conseguenze della
grandine. Dopo questo evento abbiamo potuto verificare la capacità della rete
che oltre all'effetto anti insetto ha anche quella di totale antigrandine. I
suddetti risultati inducono il sottoscritto e in particolare i proprietari
delle due aziende che hanno intrapreso questo percorso a proseguire nella messa
a dimora di altre 2400 piante di olivo in altri appezzamenti. Il metodo sarà il
medesimo impiantando però molte più cultivar, tutte Toscane, da diversi cloni
di Frantoio al Rossellino il Morcone tanto Maurino ed altre. Questo
allargamento varietale è stimolato da
una ulteriore caratteristica della rete,
il suo contatto con la vegetazione ha un effetto brachizzante riducendo drasticamente l'emissione di
vegetazione assurgente come i succhioni. Sono dunque convinto che cultivar meno
adatte all'intensivo rispetto al Leccio del Corno o al Maurino, per
quell'effetto possono essere adattate ad impianti molto più fitti. Nei prossimi
mesi Ottobre Novembre credo di poter dare dati più precisi, sia per quanto
riguarda la produzione di questa annata ma anche per i costi e dati di
ammortamenti per la realizazione di quanto abbiamo fatto e stiamo facendo. Dopo queste mie riflessioni su
quanto è stato fatto in varie aziende della zona nel comparto olivicolo, non
posso fare a meno di ringraziare tutti coloro che hanno subito la mia testardaggine in questo comparto, spero di citarli tutti
senza dimenticanze: in primis Baracchini, Ruggero e tutto lo staf SPO OLivi per
la nostra collaborazione, l'Agronomo Valerio Barbieri che dopo una lunga mia
insistenza accettò
di impiantare nel primo oliveto superintensivo della zona, 300 piante del
nostro clone Leccio del Corno in comparazione con altre cultivar no autoctone.
I colleghi (quasi miei fratelli) Brogelli della Azienda Solaia, dove un
impianto del nostro clone Leccio del Corno, in un ettaro a superintensivo da
produzioni da capogiro, questo impianto è seguito per varie prove dal C.N.R.
nella persona del Dott Graziano Sani il quale per le sue alte conoscenze
Olivicole non posso fare a meno di ringraziare. Gli amici Aldo e Andrea
Baldacci i quali subirono le mie prime prove di non potatura fino al quinto
anno degli olivi, Paride Pestelli dove nel suo piccolo Paradiso rurale è
ubicato il più bell'impianto a vaso policonico da me seguito. Massimo e Stefano
Giachetti e Luciano Fumanti che hanno accettato e predisposto i loro olivi
impiantati nel giugno 2018 per le reti. Fedi Antonella e suo marito Giuseppe,(
Beppe per tutti) dove ho trovato una collaborazione esplosiva per realizzare
ciò che avevo in mente. Il Sig Mario Tonioni con le reti brevettate mi ha fatto
entrare in quel mondo mettendomi a conoscenza della realtà di Cortona. Florian
il quale mi chiese consulenza per impiantare un oliveto di oltre 3000piante in Albania, grazie a lui
ho fatto la mia esperienza olivicola fuori dall'Italia, tornando in quel paese
dopo alcuni anni a potare ed impostare la potatura a vaso policonico Queste
citazioni restano importanti per la mia
grande mania olivicola, anche se il seme iniziale fu inserito in me da mio
padre Ottavio, potrei dilungarmi per ore e ore nel descrivere ciò che significava l'olivo per lui, il mio
obiettivo è quello di far emergere le cose che aveva iniziato seguendo allora i
consigli del Prof Alessandro Morettini, accorgimenti continui riguardo a
portainnesti di semenzali selezionati e portare avanti alcuni cloni resi noti
dal lavoro del Prof Morettini.
Luigi Calonaci
"OLTRE IL BIO" Oliveto di 4 anni 5x5
modificato a 5x1,67 per predisporlo alle
reti monofila, nostro clone Leccio del Corno irriguo. 
Antiacqua Anti-suzukii Antibrina Antigrandine